Cortina d'Ampezzo, in breve
Cortina d'Ampezzo (in ladino Anpezo, in tedesco Hayden) è un comune italiano di 5 358 abitanti della provincia di Belluno in Veneto, posto nella regione storico-geografica della Ladinia. Nota località turistica invernale ed estiva, nonché teatro di numerosi eventi sportivi di rilevanza internazionale legati alla montagna e agli sport invernali, è stata sede delle Olimpiadi invernali del 1956 e dei Campionati mondiali di sci alpino del 1932, del 1941 (in seguito annullati) e del 2021, ha ospitato i XXV Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina e i XIV Giochi Paralimpici Invernali di Milano-Cortina 2026
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La prima attestazione della località risale al 1156 e se ne evince che già all'epoca Ampezzo era parte del Cadore, di cui costituiva una circoscrizione amministrativa detta "centena". Nei secoli successivi esso continuò ad essere sottoposto al Patriarcato di Aquileia, uno dei feudi del Sacro Romano Impero, pur godendo di una notevole autonomia. Questa situazione durò fino al 1420, quando venne conquistato dalla Repubblica di Venezia, senza che però l'Impero vi rinunciasse formalmente, e mantenendo i propri privilegi. Nel 1511, in seguito alla Guerra della Lega di Cambrai, la questione venne risolta: Massimiliano I rinunciò alle sue pretese sul Cadore, trattenendo però Ampezzo.
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La basilica minore dei Santi Filippo e Giacomo, dedicata agli apostoli Filippo e Giacomo, patroni del paese, è sede della parrocchia e del decanato di Cortina d'Ampezzo. Costruita tra il 1769 e il 1775 sul luogo in cui erano sorte due precedenti chiese del XIII e del XVI secolo, è il vanto della comunità. La chiesa della Madonna della Difesa, presso il cimitero comunale, è oggi gestita dalla diocesi di Belluno-Feltre, dopo essere stata presidiata per molti anni dai frati minori francescani. È dedicata alla Madonna della Difesa, culto molto radicato in Ampezzo a seguito di due avvenimenti miracolosi, attribuiti alla Madre di Dio, avvenuti nel 572 e nel 1412 in difesa della popolazione ampezzana.
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Musei Il museo d'Arte Moderna Mario Rimoldi, Il museo Paleontologico Rinaldo Zardini ,Il museo Etnografico delle Regole d'Ampezzo,museo della Grande Guerra 1915-1918 al Forte Tre Sassi, il museo della Vespa, il museo diffuso letterario, museo all'aperto delle 5 Torri, il museo nelle nuvole " Messner", il museo storia dello sport, museo della memoria " Ospedaletti sulle Tofane " Biblioteca Civica, in Corso Italia 83, con un patrimonio librario di oltre 26000 volumi è dopo quella di Belluno la più fornita della provincia. Osservatorio Astronomico del Col Drusciè “Helmut Ullrich”. Planetario A.
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Biblioteca Civica, in Corso Italia 83, con un patrimonio librario di oltre 26000 volumi è dopo quella di Belluno la più fornita della provincia. Osservatorio Astronomico del Col Drusciè “Helmut Ullrich”. Planetario A. Dimai Planetario Nicolò Cusano Il sistema scolastico nella valle d'Ampezzo ha origini molto antiche: già nel XVII secolo, infatti, esistevano istituti popolari, resi gratuiti nel 1774, vennero riformati nel 1848 durante la grande stagione delle riforme attuate dagli Asburgo nei propri possedimenti.
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La cucina ampezzana è in parte simile a quella tirolese, rispecchiando anche nella gastronomia i forti legami con l'Austria occidentale; pertanto molti piatti tipici d'Ampezzo portano gli originali nomi tedeschi. Sono tutte vivande della tradizione popolare, generalmente povere, ma ricche di sapore e tradizione. I primi piatti più famosi sono certamente i chenedi (variante ampezzana dei canederli tirolesi), palle di pan grattato ripiene di speck, spinaci, lardo o formaggio e serviti in brodo caldo o con burro fuso, i casunziei, ravioli a mezzaluna ripieni di rapa rossa o patata, conditi con burro fuso e semi di papavero, e i pestariei, pezzetti di pasta di farina bianca e acqua cotti in latte bollente salato;
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Ampio sviluppo ha avuto, a partire dal secolo XIX, l'artigianato locale. La crescente importanza di tale settore indusse il Ministero del Commercio austriaco ad autorizzare l'apertura di una Scuola Industriale Statale nel 1874, cui si aggiunse successivamente l'Istituto d'Arte. I prodotti artigianali incontrarono l'apprezzamento dei primi villeggianti britannici e tedeschi del nascente turismo di fine Ottocento. Quest'arte sembra affondare le proprie radici in tempi immemorabili, in un'epoca mitica. Il giornalista e antropologo austriaco Karl Felix Wolff, ad esempio, racconta che, secondo un'antica leggenda, «un ampezzano fabbricò una volta una spada di tale elasticità che si poteva piegare e annodare e poi tornava diritta».
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Il capoluogo nonché località da cui prende nome il comune, Cortina, è situata al centro della Conca d'Ampezzo, nell'alta Valle del Boite, che fu il bacino terminale di un antico ghiacciaio quaternario, ed è posizionata tra il Cadore (a sud) e la Val Pusteria (a nord), la Val d'Ansiei (a est) e l'Alto Agordino (a ovest). Con i suoi 252,81 km², Cortina d'Ampezzo è il terzo comune più esteso del Veneto (dopo il capoluogo Venezia e Porto Tolle in provincia di Rovigo).
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