Santo Stefano di Cadore, in breve
Santo Stefano di Cadore (Sa Stefi in ladino) è un comune italiano di 2 271 abitanti della provincia di Belluno in Veneto. Centro cadorino, sovrastato dal Monte Col (2.079 m) e posto alla confluenza tra il Piave e il torrente Padola, è il principale centro del Comelico. Nel territorio comunale vi sono anche le frazioni di Campolongo (la più popolata tra le frazioni), situata più a monte sulla valle del Piave a 940 m s.l.m., Casada e Costalissoio, anch'esse situate più a monte però nella valle del Padola. Nel territorio comunale è compresa la parte est della Val Visdende, estremo lembo nordorientale del Veneto.
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In epoca Romana (dal 115 a. C. al 476) nel medio Cadore vi era un notevole gruppo di abitanti. La costruzione della via Claudia Augusta Altinate intorno al 100 d. C., congiungeva Altino (non lontano dalla foce del Piave) con Littamun (oggi San Candido) e verso il Salisburghese con percorso che si svolgeva anche in Centro Cadore. Il Comelico condivide da sempre la storia del Cadore, forse differenziandosi soltanto per le origini più remote e, naturalmente, per particolari vicende locali. Si può presumere, con molta attendibilità, che i primi abitanti si rifugiassero nelle impervie ed isolate valli comelicesi per sottrarsi agli eccidi, ai saccheggi ed alla sottomissione ai barbari che invasero ed occuparono l’Impero Romano.
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La Val Comelico offre interessanti spunti d'arte e di storia locale. L'ospite è accompagnato in un viaggio alla scoperta del patrimonio artistico ed alla conoscenza della cultura ladina Comelicese, ricca di tradizioni, originariamente basata sull'agricoltura e sull'utilizzo del pregiato legname dei boschi. Chiese e capitelli, palazzi storici, antichi fienili, la Stua sul torrente Padola, i musei ed inediti documenti storici testimoniano gli oltre ottocento anni della storia a noi oggi conosciuta, dai primi insediamenti dell'uomo in Val Comelico. Al centro del paese sorge la chiesa dedicata a santo Stefano martire, risalente al XIII secolo e edificata sulla piazza centrale, costituisce la matrice di tutte le chiese del Comelico.
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Il turismo, a differenza delle limitrofe località di Sappada, Auronzo-Misurina e Padola, si concentra soprattutto in estate. Nel territorio comunale sono presenti numerose strutture ricettive di buon livello. In estate, come specificato, invece il territorio di Santo Stefano di Cadore offre diverse opportunità, in particolare una fitta rete di sentieri che permettono bellissime escursioni verso i monti sovrastanti (verso il monte Col, verso il gruppo del Crissin, il gruppo delle Terze, verso la val Grande, ecc.) con alcuni importanti rifugi come il bivacco Ursella-Zandonella, il bivacco del monte Col, il rifugio del monte Zovo e, soprattutto il famoso "Giro delle Malghe" sulla cresta Carnica, al confine con l'Austria, e al di sopra della pittoresca val Visdende, facente…
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Il territorio comunale, compreso tra le valli del fiume Piave e del torrente Padola (la cui confluenza avviene proprio nel centro abitato) è circondato da numerose vette che costituiscono la parte più occidentale delle Alpi Carniche e la parte più orientale delle Dolomiti. Tra le più importanti cime vi sono il Monte Crissin (2503 m), il Monte Brentoni (2548 m), Il Gruppo delle Terze (2586 m), una parte della Cresta Carnica (che segna il confine Italo-Austriaco). Tra le cime minori (per la quota, non per l'importanza) vi annoveriamo il Monte Col (2079 m) che sovrasta il centro abitato, il Monte Zovo (1944 m), situato poco sopra la frazione di Costalissoio, e il Monte Piedo (1665 m), attraversato dalla Galleria Comelico della Strada statale 52 Carnica.
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