Zoppè di Cadore, in breve
Zoppé di Cadore (Zopé in ladino) è un comune italiano di 176 abitanti della provincia di Belluno in Veneto. Il paese è situato ai piedi del Pelmo (Sas de Pelf), nella valle del torrente Rutorto (Ritòrt o anche Ru di Mulinàt), alla quale si accede da una strada che sale da Forno di Zoldo e termina al centro del paese. L'abitato è suddiviso nei tre piccoli borghi di Bortolot, Sagui e Villa.
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Secondo mons. Giuseppe Ciani, nel V secolo gli abitanti della valle del Boite, terrorizzati dagli Unni, abbandonarono i loro villaggi e si rifugiarono sulle montagne circostanti. Presso il Colle di Fies, altura a 1588 m, nei pressi di Zoppé, essi avrebbero edificato un "castello" per difendersi dai barbari. Una volta finita l'invasione, si sarebbero fermati in quel sito, ritenendolo più sicuro.
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Zoppé è il comune meno esteso e meno popolato della provincia di Belluno. È anche il secondo comune più elevato (il municipio si trova a 1.461 m) dopo Livinallongo del Col di Lana. Il comune è proprietario inoltre di una malga con i pascoli annessi presso Pecol di Val di Zoldo, per un totale di 4,01 km². Questa località, detta la Grava, fu ceduta a Zoppé in seguito all'acquisto dai nobili trevigiani Bressa (1790) e nell'Ottocento durante una disputa con l'allora comune di San Tiziano di Goima (poi Zoldo Alto).
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