San Vito di Cadore, in breve
San Vito di Cadore (San Viđo in ladino) è un comune italiano di 1 914 abitanti della provincia di Belluno in Veneto. Situato in un'ampia conca nel cuore delle Dolomiti bellunesi, è circondato dalle cime dell'Antelao, del Pelmo, della Croda Marcora e delle Marmarole Occidentali. Il fondovalle è percorso dal torrente Boite, che dà il nome alla valle; tutt'attorno, fino ai piedi delle crode, si stendono prati e boschi misti di conifere e latifoglie.
Testo da Wikipedia, licenza CC BY-SA.
L'importante ritrovamento archeologico della sepoltura dell'Uomo di Mondeval de Sora attesta come il territorio fosse frequentato da cacciatori-raccoglitori sin dal mesolitico. Il primo documento che attesta l'esistenza di San Vito risale al 1203, tuttavia la presenza di un abitato stabile è da individuarsi attorno all'anno 1000. Precedentemente si ritiene che il territorio fosse interessato da insediamenti di carattere stagionale legati prevalentemente alle attività di pascolo e raccolta del legname. Nel 1200 è tuttavia già presente a San Vito un'antica pieve.
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San Vito è particolarmente rinomata come località turistica grazie alle sue splendide montagne e alle attrattive invernali, ma cela anche elementi d'interesse storico-culturale. Due caratteristiche chiese sorgono nel centro del paese: la pievanale e la chiesa Madonna della Difesa. La pievanale risale al 1200, ma l'attuale edificio è il risultato della ricostruzione del 1760, su disegno di Schiavi. Dell'antica chiesa rimane un antico affresco di San Cristoforo. All'interno di particolare interesse è la pala d'altare di Francesco Vecellio, fratello del celeberrimo Tiziano, che raggiunge qui forse il culmine della sua produzione. Notevole anche una pala del Cinquecento rappresentante i Santi Ermagora e Fortunato.
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Un piatto peculiare di San Vito sono i casunziei ai rae ros, ossia dei ravioli ripieni alle rape rosse. Questo primo piatto è servito con della spersada (particolare tipologia di formaggio stagionato), dei semi di papavero e burro chiarificato fuso. È anche tipico un dolce per le grandi occasioni, i crafin, dolci fritti ripieni di semi di papavero, miele, cioccolato e rum. Altri piatti tipici includono polenta con selvaggina (capriolo, camoscio), formaggi locali, canederli (serviti in brodo oppure asciutti, accompagnati con patate lesse e cappucci), gnocchi di patate.
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