San Tomaso Agordino, in breve
San Tomaso Agordino (San Tomas in ladino) è un comune italiano di 591 abitanti della provincia di Belluno in Veneto, posto fra le valli del Biois e del Cordevole. Si tratta di un comune sparso con sede comunale nella frazione Celat.
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Ad Avoscan, la frazione del Comune posta nel fondovalle, fino a qualche decennio fa si potevano scorgere i resti del castello degli Avoscano. Il casato degli Avoscano dominò per circa venticinque anni la storia dell'Agordino nel corso del XIV secolo, periodo in cui queste zone erano in mano agli Scaligeri di Verona (1322-1337). La residenza di questa famiglia nobile era appunto il castello di Avoscan, esistente già al tempo delle invasioni barbariche. In riferimento all'edificazione della fortezza, la tradizione vuole che tre sorelle, tra loro in disaccordo, abbiano costruito tre castelli: quello di Avoscan, quello di Rocca Pietore e quello di Andraz.
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I primi documenti che citano la chiesa di San Tommaso Apostolo sono datati 1361 e riguardano la riconciliazione di detta chiesa da parte di Francesco, vescovo Masticense. La chiesa fu nuovamente consacrata nel 1437. Nel 1748 fu ristrutturata ed ampliata. Al suo interno si trovano alcune pregevoli tele settecentesche di Angelo Cimador e gli affreschi più recenti di Arturo Favaro, artista di Mogliano Veneto che li realizzò nell'abside della chiesa nel 1948. Negli anni Ottanta, inoltre, sono stati scoperti altri affreschi durante i restauri delle pareti interne, risalenti al XIV secolo. Importante è il prezioso organo a trasmissione meccanica costruito nel 1802 da Gaetano Callido, uno dei migliori organari veneti del suo tempo.
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Nel comune vi è una cava di pietra in località "I Piegn", dalla quale viene estratta la Dolomia del Serla, una pietra ornamentale dalla quale si ricavano lastre e pregiati manufatti. Il turismo è costituito da utenti di seconde case, sparse in tutto il territorio, scelto per la sua tranquillità rispetto ai centri più affollati di Alleghe e Falcade, ma comunque molto vicini. Tra il XIX e XX secolo le sfavorevoli condizione dell'economia locale portarono a forti flussi emigrazione verso Svizzera, Germania e Francia. Chi rimaneva nel comune si dedicava per lo più all'artigianato e al lavoro nei boschi. Vi erano poi tre mulini attivi che sfruttavano le acque del Rù delle Nottole, e alcune segherie oggi ormai in disuso.
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Comune con un territorio di 19,15 km², sorge a ridosso del gruppo montuoso del Sasso Bianco (2407 m s.l.m.), su un costone alla destra orografica del torrente Cordevole. È costituito da 25 villaggi posti ad altitudini variabili da 776 m s.l.m. a 1450 m s.l.m. La sede municipale è Celat a 1081 m s.l.m. Il territorio del comune è attraversato dal torrente Cordevole che lambisce la frazione di Avoscan. Altri piccoli torrenti degni di nota, tutti suoi affluenti sono: Ru delle Nòttole Torrente delle Calchere Ru delle Fucine o di Pecol Ru Pissolòt Ru di Col de Riz Ru delle Donne (segna il confine con il comune di Rocca Pietore)
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