Val di Zoldo, in breve
La Val di Zoldo (o Val Zoldana, più semplicemente Zoldo o lo Zoldano) è un'area geografica della provincia di Belluno, solcata dal corso del torrente Maè, affluente destro del Piave. Attraversata per tutta la sua lunghezza dalla strada provinciale 251, ne sono parte i comuni di Val di Zoldo e Zoppé di Cadore che, nonostante l'appellativo, è completamente inserito nello Zoldano, sia geograficamente sia per quanto riguarda i servizi, ma appartiene al territorio cadorino. Al comune di Longarone appartiene il tratto iniziale detto Canal del Maè.
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Le vicende della Val Zoldana, lontana dai traffici commerciali e priva di interesse economico, ci sono oscure sino al basso medioevo. Si può ipotizzare che, durante la preistoria, la zona non fosse stabilmente abitata (mentre in altre valli dolomitiche sono stati trovati i segni di insediamenti stabili). Sono stati rinvenuti siti di caccia, ma non sarebbe stata stabilmente abitata nemmeno durante il periodo preromano (forse vi passarono i Norici) e romano. Di quest'ultima epoca rimangono tre iscrizioni del I secolo localizzate sulle propaggini nord del Civetta, indicanti i limiti dei territori di Iulium Carnicum (Zuglio, in provincia di Udine) e Bellunum (Belluno).
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La vallata ha inizio presso la confluenza del Maè nel Piave, in corrispondenza di Pirago di Longarone. La prima metà è caratterizzata da un paesaggio molto selvaggio e, per la profondità degli orridi scavati dal torrente e la ripidità dei pendii, risulta poco adatta all'insediamento umano; infatti, vi sorgono solo i villaggi di Igne e Soffranco (comune di Longarone) e poche casère isolate. Questo tratto non è considerato genuinamente parte della valle ed è detto Canal del Maè. Di Val di Zoldo propriamente si può parlare solo dopo il lago di Pontesei. La strada provinciale, dopo una galleria, sbuca proprio in corrispondenza del centro maggiore della zona, Forno di Zoldo. Da qui una valle laterale in sinistra orografica porta a Zoppé di Cadore, posto più a monte.
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