Perarolo di Cadore, in breve
Perarolo di Cadore (Peraruò o Pararuò, oggi Peraròl in ladino) è un comune italiano di 359 abitanti della provincia di Belluno in Veneto.
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Era da quest'area che partivano le zattere per il trasporto del legname diretto alla Repubblica di Venezia per via fluviale, traffico che fu per molti secoli, a partire dalla seconda metà del XIV, alla base dell'economia di questo territorio, a prevalenza boscoso. Nei primi del Novecento, anche per l'arrivo nella valle della ferrovia (1913), il secolare modello economico basato sullo sfruttamento del legname decadde e con esso lo strategico ruolo di Perarolo come porto fluviale. Negli anni ottanta la costruzione del nuovo tratto della statale Alemagna del viadotto del Ponte Cadore declassa la strada Cavalera, sino ad allora unico collegamento praticabile con mezzi motorizzati tra Longarone e Cortina d'Ampezzo.
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La chiesa parrocchiale di Perarolo nacque nel 1515 e fu intitolata a San Nicolò, patrono degli zattieri, la cui attività era al centro dell'economia perarolese. Curata dal 1604, la chiesa divenne parrocchiale solo nel 1857. Nel 1862 l'edificio di culto venne ricostruito ma, a seguito delle piene del torrente Boite del 1882, si formarono delle lesioni talmente profonde che si dovette demolire la nuova chiesa già nel 1897. Si gettarono quindi le fondazioni per la nuova Parrocchiale, che già dopo pochi mesi mostrarono segni di cedimento verso il torrente, rendendo quindi impossibile realizzare la costruzione in muratura. La chiesa di San Rocco è importante in quanto luogo tizianesco, dove operò Francesco Vecellio, fratello maggiore di Tiziano.
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Perarolo è situato all'estremità sud-ovest della gola attraverso la quale scorre il Piave dopo la diga di Pieve di Cadore, dove il torrente Boite confluisce nel Piave. Nel territorio comunale è compresa anche la valle del torrente Valmontina, dichiarata area wilderness dal 1994. A nord del torrente si trova il Colle Svalut.
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